Maria Petruzzi
Medico chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia
Ortopedico vertebrale esperto in Scoliosi
“La mia MISSION è quella di aiutare bambini, adolescenti e adulti con Scoliosi, a frenare l’evolutività della curva di Scoliosi, a migliorare l’estetica del corpo ed evitare l’intervento chirurgico con corsetti ed esercizi mirati, per una migliore qualità della vita presente e futura.”
Sono Maria Petruzzi, un ortopedico vertebrale esperto in Scoliosi con oltre 20 anni di esperienza nel campo. Nel tempo ho acquisito competenze di chirurgia vertebrale, competenze di biomeccanica dei corsetti e degli esercizi mirati alla Scoliosi, competenze di allenamento sportivo per pazienti con Scoliosi. Collaboro con il gruppo Humanitas nelle sedi di Milano e Castellanza (in provincia di Varese) e visito in studi privati a Roma e a Bari. Il mio percorso inizia come perito chimico industriale e in questa pagina desidero raccontarti la mia storia e come sono arrivata a sviluppare il mio metodo di trattamento della scoliosi.
La Mia Storia
Un Percorso di Passione e Dedizione per la Cura della Scoliosi
“Sin da bambina, una domanda continuava a tormentarmi: perché il Gobbo di Notre Dame era così curvo? E perché nessuno lo aveva aiutato? Quelle domande infantili si sono trasformate nella passione che mi ha guidata fino ad oggi: aiutare chi si trova a convivere con una colonna vertebrale deformata e vivere comunque una vita straordinaria senza limiti!”.
Il mio percorso verso la medicina non è stato né lineare né semplice. Cresciuta nella solare Puglia, ho iniziato la mia carriera professionale come perito chimico industriale, ma un’opportunità inaspettata mi ha portata tra i laboratori di anatomia patologica, prima presso l’Ospedale di Castellana Grotte e poi in quello di Acquaviva delle Fonti.
Ero incuriosita dal corpo umano che vedevo al microscopio, ma mi sentivo ancora incompleta. Fu durante un’autopsia che mi resi conto della perfezione del corpo umano: una macchina così complessa e perfetta, così delicata e preziosa. Osservando da vicino il corpo umano, la mia passione per la medicina è cresciuta ogni giorno di più, spingendomi a iscrivermi alla facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bari, nonostante i miei già 24 anni di età e nonostante le difficoltà legate al conciliare studio e lavoro.
Durante il corso di Ortopedia, scopro la Scoliosi e decido di approfondirla, iscrivendomi alla Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia. L’immagine del Gobbo di Notre Dame non mi abbandonava, e mi chiedevo: perché la colonna può diventare così deformata? Volevo trovare risposte e aiutare chi viveva in quelle condizioni. Così, decisi di approfondire lo studio della Scoliosi e intrapresi un percorso di formazione che mi portò a collaborare con i migliori esperti del settore in Italia e all’estero.
Una delle esperienze più significative della mia CARRIERA è stata la fellowship di un anno presso l’Università di Ginevra, in Svizzera, sotto la guida del Prof. Andrè Kaelin, dove ho avuto l’opportunità di approfondire l’ortopedia pediatrica e il trattamento della scoliosi.
Questa esperienza mi ha permesso di entrare nel mondo dei bambini e degli adolescenti, di comprenderne le paure, i pensieri e le preoccupazioni legate alla loro crescita e alla loro salute. L’ortopedia pediatrica dell’Università di Ginevra era un centro di riferimento per lo studio delle malattie pediatriche ortopediche, accogliendo anche bambini con patologie rare da tutto il mondo. Per me è stata un’occasione unica: tutto ciò che fino ad allora avevo visto solo sui libri era lì davanti ai miei occhi, permettendomi un approfondimento quotidiano della patologia.
Ma questa esperienza non ha rappresentato solo una crescita professionale. È stata anche una sfida personale, un viaggio in un ambiente completamente nuovo, con una lingua che non conoscevo e un contesto culturale diverso. Ogni giorno affrontavo nuove difficoltà, ma con esse cresceva anche la mia resilienza. È stato un momento decisivo della mia carriera, che non solo mi ha arricchita scientificamente, ma mi ha aiutata a rafforzare il carattere e a superare le mie paure. Da quell’esperienza tornai con una consapevolezza nuova: per crescere davvero, bisogna avere il coraggio di mettersi alla prova.
Al mio ritorno in Italia, dopo aver conseguito il diploma di specializzazione, cominciai a lavorare in ospedale a Galatina, in provincia di Lecce, ma sentivo che qualcosa mi mancava. Ero un ortopedico, ma non vedevo Scoliosi, e i miei sogni sembravano chiusi in un cassetto. Decisi così di fare un salto nel buio: lasciai la mia amata Puglia per trasferirmi a Milano e accettare un incarico in un ospedale privato, senza la sicurezza di un “posto fisso”, ma con la speranza di poter realizzare finalmente la mia passione.
Da quel momento, la mia CARRIERA CHIRURGICA prese una svolta decisiva. Iniziai con una fellowship di un anno presso il reparto di Chirurgia Vertebrale dell’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, sotto la guida del Prof. Claudio Lamartina. Fu un’esperienza straordinaria: ogni intervento era una scoperta, ogni giorno un’opportunità per approfondire la complessità del corpo umano. Sentivo di leggere un libro in continua evoluzione, in cui ogni pagina mi rivelava nuove conoscenze.
Terminata la fellowship, proseguii il mio percorso all’interno dello stesso reparto con un contratto da libero professionista. Il Prof. Lamartina, uno dei massimi esperti mondiali di chirurgia vertebrale, fu per me un mentore fondamentale. Quel reparto era un punto di riferimento internazionale, un centro di formazione per chirurghi provenienti da tutto il mondo, e io ebbi il privilegio di farne parte. Con il tempo, divenni anch’io un punto di riferimento per i fellow che arrivavano per formarsi, condividendo con loro ciò che avevo appreso.
La mia crescita professionale continuava senza sosta. Ebbi anche la fortuna di lavorare a stretto contatto con neurochirurghi, acquisendo una visione ancora più ampia della scoliosi, sia dal punto di vista ortopedico che neurochirurgico.
Eppure, nonostante amassi sempre di più la chirurgia, iniziavo a farmi delle domande. Vedevo i limiti della chirurgia e mi chiedevo: Perché così tanti pazienti finiscono sotto i ferri? Cosa potevo fare per aiutarli prima che la chirurgia diventasse l’unica opzione?
Fu in quel momento che compresi di voler offrire qualcosa di più. Sentivo il desiderio di fare davvero la differenza, aiutando i miei pazienti ad evitare, quando possibile, l’intervento chirurgico.
Allo stesso tempo, il mio sguardo era rivolto al futuro, guidato dai sogni di realizzazione professionale, ma anche al passato, ripensando ai tanti sacrifici affrontati fino a quel punto.
“Mi chiedevo se fosse giusto rinunciare al mio sogno di diventare un grande chirurgo della Scoliosi, ma più approfondivo le mie conoscenze, più capivo che potevo offrire a quei pazienti qualcosa di ancora più prezioso: una qualità di vita migliore.”
Da chirurgo vertebrale ad esperta in Scoliosi
Un Percorso di Passione e Dedizione per la Cura della Scoliosi
Nel corso degli anni, ho investito tempo ed energia in numerosi corsi di formazione sulla biomeccanica del corpo, sui corsetti e sugli esercizi mirati per la Scoliosi, sia in Italia che all’estero. Ogni nuovo passo, ogni nuova conoscenza acquisita, è stato un tassello importante per comprendere meglio come poter fare la differenza nella vita dei miei pazienti.
Durante la mia specializzazione a Bari, ho avuto la straordinaria opportunità di immergermi nella SCUOLA LIONESE, la tradizione francese più antica e rispettata nel trattamento della scoliosi. Quei momenti, in cui studiavo con passione e sete di conoscenza, sono stati solo l’inizio di un viaggio che mi ha portata a Milano, dove ho incontrato la scuola italiana di ISICO.
Da quel momento, ho deciso di non limitarmi a una sola visione, ma di esplorare e approfondire entrambe le scuole, studiandone le peculiarità, le evoluzioni nel tempo e comprendendo a fondo come ogni approccio potesse offrire qualcosa di unico ai pazienti. Ogni confronto mi ha arricchita, donandomi una prospettiva più ampia e completa.
Ma il vero salto di qualità è arrivato quando ho avuto la fortuna di partecipare a Master internazionali, dove ho potuto apprendere le migliori metodologie dai maestri del settore e scambiare idee con esperti di tutto il mondo. E poi c’è stata la mia collaborazione di ben 9 anni con il professor Jean Claude De Mauroy, un professore francese, pioniere mondiale nel campo della scoliosi. Ogni incontro con lui era un’occasione per crescere, per scoprire nuovi orizzonti, e per rafforzare la mia convinzione che un trattamento eccellente non è mai frutto di una sola mente, ma di una rete di condivisione e passione.
“Raggiungere il traguardo, nel luglio 2024, di essere il primo medico italiano a ottenere la sua certificazione di training nel trattamento Lionese e costruzione del corsetto ART BRACE, è stato un momento di immensa gioia e orgoglio.”
La Scoliosi: scienza ed emozioni
Più conoscevo il mondo della Scoliosi e più mi rendevo conto che la scienza non si ferma mai. Ho così sentito il bisogno di approfondire la ricerca clinica con un corso per riuscire a discernere cosa fosse realmente valido e cosa invece fosse solo il frutto di teorie senza fondamento. Mi sono resa conto che troppi pazienti vengono influenzati da informazioni poco chiare e metodi non scientifici, offerti da chi non ha la giusta preparazione. Così, ho capito che i veri risultati si ottengono solo con trattamenti basati su evidenze scientifiche, su conoscenze solide e su un’esperienza clinica consolidata.
Le linee guida della SOSORT (Society on Scoliosis Orthopaedic and Rehabilitation Treatment) hanno rappresentato per me un faro in questo percorso. Grazie a queste direttive, oggi esistono protocolli validi e riconosciuti a livello mondiale per il trattamento conservativo della Scoliosi, che devono diventare un punto di riferimento imprescindibile. Ogni paziente merita di sapere che il proprio trattamento è in linea con questi standard, e non basato su metodi improvvisati o fuorvianti.
Ma la mia sete di conoscenza non si è fermata qui. Sapevo che c’era un’altra sfida da affrontare: quella dello SPORT. Per troppo tempo, ai pazienti con scoliosi è stato detto di evitare l’attività fisica, di limitarsi, di rinunciare.
Per questo, ho deciso di immergermi anche nel mondo dello sport, ottenendo una certificazione da Personal Trainer, con iscrizione al CONI, presso la scuola ISSA Europe di Milano, guidata dal presidente Adriano Borelli, una figura di spicco nel settore del fitness e del bodybuilding in Italia.
Questo percorso mi ha permesso di studiare a fondo la biomeccanica del movimento, comprendendo come lo sport possa non solo essere sicuro per chi ha la scoliosi, ma anche diventare un vero e proprio alleato durante un percorso di cura: chi ha la scoliosi può — e deve — praticare sport. Con la giusta guida, il movimento diventa un alleato del percorso di cura, aiutando il corpo a trovare il suo equilibrio, la sua forza e la sua libertà.
Per comprendere a fondo il movimento umano e il suo impatto sull’invecchiamento della colonna vertebrale, ho scelto di approfondire la posturologia, la chinesiologia e l’ergonomia, discipline fondamentali per guidare i pazienti nella gestione corretta del proprio corpo.
Ho frequentato i corsi Back School – Programma TOSO a Milano, sotto la guida del Prof. Benedetto Toso, un’autorità riconosciuta nel campo della POSTUROLOGIA, della CHINESIOLOGIA e dell’ERGONOMIA.
Questo percorso di studio è stata un’esperienza che mi ha permesso di affinare le mie competenze e integrare nuovi strumenti nel mio approccio terapeutico. Durante questo percorso, ho studiato in modo approfondito l’ergonomia e l’importanza dei corretti schemi motori nella vita quotidiana, per prevenire sovraccarichi e usura precoce della colonna vertebrale.
Muoversi nel modo giusto, adottare posture corrette e distribuire i carichi in maniera equilibrata non sono dettagli trascurabili, ma elementi chiave per il benessere a lungo termine. Per questo, oggi affianco i miei pazienti anche nell’educazione al movimento consapevole, aiutandoli a proteggere la loro schiena nel tempo.
E non è tutto: la Scoliosi non lascia solo cicatrici nel corpo, ma tocca anche il cuore e la mente. Per questo ho seguito corsi di counseling, imparando a comunicare con i pazienti e le loro famiglie, a capire i loro timori e le loro speranze. Ho scoperto che, oltre ai trattamenti fisici, i pazienti hanno bisogno di essere ascoltati, compresi e incoraggiati a vedere oltre la loro condizione. La Scoliosi può minare l’autostima e la percezione di sé, specialmente nei giovani. È qui che entra in gioco la mia missione: restituire loro un’immagine positiva del proprio corpo, far sì che ogni paziente possa guardarsi allo specchio e sentirsi fiero di sé.
“Il mio obiettivo non è solo migliorare le loro curve, ma aiutare ognuno di loro a riscoprire la propria forza e bellezza, per vivere una vita piena, libera e senza limiti.”
Mettiti in contatto con me
Ti è stata fatta una diagnosi di Scoliosi e stai cercando il giusto metodo di trattamento? Il pensiero della chirurgia ti spaventa e stai valutando altri metodi? Vuoi saperne di più sulla cura della Scoliosi con i corsetti? Mettiti in contatto con me e vediamo insieme come posso aiutarti.
