L’esperta di Scoliosi risponde
Quando si riceve una diagnosi di Scoliosi, i dubbi sono sempre tanti. In questa pagina ho raccolto le domande più frequenti che ricevo dai miei pazienti in sede di colloquio.
Se hai una domanda differente, contattami.
Chi ha la Scoliosi può realizzare i suoi sogni e vivere comunque una vita straordinaria?
Certo che sì. Le limitazioni in ambito sportivo o professionali sono vecchie credenze, ormai smentite dalla comunità scientifica. La Scoliosi, oggi, può essere trattata a tutte le età: di fondamentale importanza è rivolgersi a un esperto in Scoliosi che abbia competenze e conoscenze dimostrate e, soprattutto, che continui a seguire percorsi di formazione nel tempo.
“Ciò che voglio dire a chi riceve una diagnosi di Scoliosi è: sogna e continua a farlo in grande, prendi quello che desideri dalla vita. La Scoliosi è un ostacolo che, oggi, può essere superato.”
È possibile fare sport agonistici se si soffre di Scoliosi?
Sì. La maggior parte dei miei pazienti pratica sport senza problemi. Seguo personalmente numerose persone che praticano, con grande successo, anche sport agonistici pur seguendo il trattamento in corsetto.
Quali sono i fattori prognostici da considerare?
Per fattori prognostici si intendono quegli elementi indicati come possibili determinanti di un maggior rischio di progressione della scoliosi. Possono essere di vario tipo:
- Un altro caso di scoliosi in famiglia (la scoliosi ha una componente genetica)
- Presenza di lassità legamentosa di pelle e articolazioni (predispone a una maggiore elasticità anche della colonna vertebrale)
- Essere nel periodo dello scatto di crescita puberale
- Presenza di un angolo di rotazione del tronco (ART), misurato con lo scoliometro, superiore a 10°
È possibile stimare il rischio di progressione della Scoliosi?
Il segno di Risser (grado di maturità ossea misurato a livello della cresta iliaca) ci aiuta nel predire il rischio di evoluzione della Scoliosi. Questo va dallo stadio 0 iniziale allo stadio 5 finale, con ossificazione completa. Minore è il segno di Risser, maggiore è il rischio di evoluzione della Scoliosi. È importante, dunque, diagnosticare la Scoliosi il prima possibile, prima che peggiori verso curve più gravi e rigide.
Chi ha la Scoliosi deve limitarsi in alcune professioni?
No, tuttavia è importante trattare la scoliosi sin dalla diagnosi, facendo dei controlli sistematici e verificare che la propria colonna resti funzionale e in equilibrio. La scoliosi, oggi, può essere curata a ogni età, senza limitare il paziente che riceve questa diagnosi: per questo motivo, se un adolescente desidera perseguire un certo percorso professionale, deve e può farlo.
Nel caso del paziente adulto, invece, se si ritrova ad aver dolore durante determinate attività lavorative, è fondamentale che questo si rivolga allo specialista sin dal primo segno o sintomo: questo per prevenire che la situazione diventi cronica e irrecuperabile. In entrambi i casi, è importante recuperare equilibrio e funzionalità senza trascurarsi e, soprattutto, senza procrastinare.
Quali sono le cause della Scoliosi in età adolescenziale?
Nel 20% dei casi la scoliosi è secondaria ad altre patologie come malformazioni vertebrali, malattie neuromuscolari o metaboliche.
Nel restante 80%, invece, si tratta di scoliosi idiopatica, così chiamata proprio perché, ancora oggi, la causa certa è sconosciuta. Gli studi finora eseguiti ipotizzano un’origine multifattoriale dovuta a cause genetiche, disturbi biochimici e alterazioni della sintesi di alcune proteine.
“La fase più ardua, nei trattamenti della Scoliosi dell’adulto, è quella iniziale. Per tante persone è difficile trovare la motivazione, poiché segni e sintomi sono ancora tollerabili: tuttavia è proprio quello il momento in cui insistere maggiormente, per evitare problematiche più consistenti in futuro.”
La Scoliosi insorge anche in età adulta? ed è possibile trattarla?
Tante persone pensano ancora che, terminata la crescita ossea e superata l’adolescenza senza Scoliosi, il rischio di insorgenza di questa sia nullo. In realtà, pochi sanno che esiste anche la “Scoliosi de novo”: una deformità che compare, appunto, in età adulta su colonne senza precedente diagnosi in età di sviluppo. In età adulta, infatti, distinguiamo:
- Scoliosi idiopatica dell’adulto – presente già in adolescenza
- Scoliosi de novo – riscontrata direttamente in età adulta, su pazienti senza precedente diagnosi
Il riscontro della Scoliosi de novo o il peggioramento della Scoliosi idiopatica in adulto è dovuta soprattutto ad alterazioni di tipo degenerativo dovute ad un invecchiamento del disco intervertebrale in modo asimmetrico. È importante essere consapevoli che, oggi, la Scoliosi è trattabile anche in età adulta senza dover necessariamente ricorrere alla chirurgia. È importante eseguire una valutazione presso un ortopedico specialista in Scoliosi che valuterà il tipo di Scoliosi e prescriverà il trattamento più adeguato.
Qual è l’obiettivo del trattamento conservativo della Scoliosi idiopatica in adolescenza?
L’obiettivo principale del trattamento conservativo della scoliosi idiopatica in adolescenza è evitare l’intervento chirurgico, per mantenere l’integrità anatomica che permette un maggior equilibrio funzionale della colonna vertebrale.
Gli obiettivi secondari, sempre e comunque importanti, sono:
- Migliorare l’estetica del corpo
- Arrestare la progressione e ridurre (ove possibile) l’entità della curva
- Prevenire le disfunzioni respiratorie
- Evitare i dolori alla colonna vertebrale in età adulta
Il corsetto può essere utilizzato anche in caso di Scoliosi grave?
Le linee guida suggeriscono l’intervento chirurgico per Scoliosi superiori a 45°-50°; tuttavia, la decisione finale è stabilita dal medico specialista in Scoliosi durante la visita clinica in base all’età anagrafica e ossea del paziente, in base alla gravità della curva, alla sua rigidità e alla sua riducibilità.
Dopo quanti mesi di corsetto si vedono i suoi effetti?
La durata del trattamento della scoliosi dipende da molte variabili come l’età anagrafica del paziente al
momento della diagnosi, il grado di maturità ossea (segno di Risser) e la gravità della curva misurata in
gradi. Inoltre, è importante valutare anche la rigidità della curva e la sua riducibilità. Gli effetti del corsetto si vedono sin dai primi mesi ma è importante attenersi alle prescrizioni mediche per avere risultati migliori e più veloci.
Qual è la differenza fra Scoliosi e atteggiamento scoliotico?
L’atteggiamento scoliotico è dovuto a cause posturali, muscolari e tendinee, ovvero esterne alla colonna vertebrale. Si tratta di una curva solo sul piano frontale, in cui non si evidenzia rotazione vertebrale senza rischi evolutivi nel tempo.
La Scoliosi, invece, ha una predisposizione genetica: è una deformità della colonna nei tre piani dello spazio ed è quindi tridimensionale, associata a rotazione vertebrale. Il segno esterno caratteristico della Scoliosi è il gibbo: una protuberanza visibile alla flessione del tronco in avanti. La Scoliosi, contrariamente all’atteggiamento scoliotico, è evolutiva nel tempo.
Quali sono i campanelli d’allarme a cui prestare attenzione nel bambino e nell’adolescente?
Un’alterazione della postura può essere presente sia nell’atteggiamento scoliotico sia nella scoliosi. I segni esterni a cui fare attenzione sono:
- Un’alterazione dell’altezza delle spalle
- Un dislivello dell’altezza delle scapole
- Una differenza di altezza dei capezzoli o della mammella
- Una differenza della forma dei fianchi
- Uno squilibrio del tronco verso destra o sinistra
È compito dello specialista in scoliosi in presenza di tali alterazioni comprendere se siamo davanti ad un atteggiamento scoliotico o ad una vera scoliosi. È importante sottolineare che la diagnosi precoce della scoliosi ci permette di attuare il corretto trattamento sin da subito, evitando, così, che l’intervento chirurgico diventi l’unica alternativa.
Mettiti in contatto con me
Quando si riceve una diagnosi di Scoliosi, i dubbi sono sempre tanti ed è complesso destreggiarsi fra le tante informazioni presenti sul web. Se hai altre domande su come trattare la Scoliosi senza ricorrere subito alla chirurgia, mettiti in contatto con me.
