Il mio metodo
“L’obiettivo più importante per il paziente con Scoliosi è sentirsi a proprio agio con il suo corpo il prima possibile.”
Il mio metodo nasce dall’osservazione di un problema che purtroppo ho visto troppe volte: pazienti con Scoliosi che, nonostante il trattamento con corsetti e fisioterapia, hanno visto peggiorare la loro condizione.
La causa? Spesso un corsetto inadeguato, troppo piccolo o non adatto al tipo specifico di Scoliosi.
“Come posso valutare se il corsetto è ancora adeguato al corpo in crescita e se sta ancora funzionando?”
Per evitare questa frustrazione, ho sviluppato un metodo che prevede valutazioni costanti e ravvicinate nelle fasi iniziali, ogni 2 mesi per il bambino e adolescente e ogni mese per l’adulto, anziché ogni 6 o 12 mesi, per adattare il trattamento ai cambiamenti della colonna vertebrale e del corpo durante il percorso nel tempo.
“Sì, è un percorso che richiede impegno, sia per il paziente che per il genitore, ma il mio obiettivo è ottenere maggiori risultati, più veloci e più stabili nel tempo.”
La durata del trattamento della Scoliosi dipende da molte variabili: dall’età anagrafica del paziente al momento della diagnosi e dalla sua maturità ossea (Segno di Risser), dalla gravità della curva misurata in gradi e dalla sua rigidità e riducibilità. Ogni curva risponde in maniera diversa perché è unica nella sua tridimensionalità. Siamo abituati a ragionare su una radiografia bidimensionale – frontale e laterale – tuttavia la Scoliosi è una deformità che si sviluppa su 3 piani – frontale, laterale e trasversale – ed è, dunque, tridimensionale. Ogni vertebra può avere il suo angolo di flessione nello spazio, per cui ognuna di esse risponde in maniera differente agli stimoli esterni. Sono l’esperienza e le competenze dello specialista in Scoliosi che permettono di scegliere il trattamento più adeguato in quel preciso momento su quello specifico paziente.
Dopo oltre 20 anni di esperienza sul campo e grazie a una solida preparazione multidisciplinare, ho capito quanto sia fondamentale eseguire controlli ravvicinati e apportare modifiche frequenti e mirate al corsetto e agli esercizi, durante tutto il percorso terapeutico.
Immagina un adolescente nel pieno della crescita: in pochi mesi, il suo corpo può cambiare radicalmente, modificando la struttura e la postura e con esso anche la sua Scoliosi. Il corsetto che fino a poco tempo prima sembrava perfetto ora potrebbe non adattarsi più correttamente alla sua nuova conformazione. Se il corsetto non segue questi cambiamenti, non solo rischia di perdere la sua efficacia nel trattamento della Scoliosi, ma potrebbe addirittura generare nuovi problemi, creando pressioni eccessive e disallineamenti.
Anche negli adulti, la situazione è simile. Con il passare del tempo, durante il trattamento in corsetto, il corpo cambia la distribuzione del carico sulla colonna vertebrale e modifica il proprio equilibrio. Ecco perché è fondamentale adattare continuamente il corsetto, adeguandolo alle nuove esigenze e alla nuova struttura del corpo. Solo così il trattamento sarà veramente efficace e, soprattutto, rispettoso del benessere del paziente.
Il mio approccio alla Scoliosi può essere racchiuso in 3 punti fondamentali:
- Reportage fotografico
- Radiografia in corsetto
- Modifiche del corsetto e degli esercizi ad ogni controllo
Reportage fotografico
Al momento della consegna del corsetto, scatto le prime foto del paziente, analizzando il corpo sui piani frontale, posteriore, laterale e in flessione. Questo primo reportage fotografico costituisce una base di riferimento preziosa per osservare, nei successivi controlli, l’evoluzione della postura e della Scoliosi nel tempo. Ogni scatto è effettuato sia con corsetto che senza, per valutare l’equilibrio complessivo e l’impatto della correzione.
Durante i controlli successivi, scatto nuove foto per confrontarle con quelle iniziali e quelle più recenti, permettendomi di monitorare con precisione i cambiamenti. Questo approccio mi consente di verificare rapidamente l’efficacia del trattamento e apportare le modifiche necessarie al corsetto e agli esercizi per ottimizzare i risultati.
Il reportage fotografico non è solo un metodo diagnostico per me, ma anche un modo per il paziente di vedere con i propri occhi i progressi ottenuti, rinforzando la motivazione e l’adesione al percorso. Ogni Scoliosi risponde in modo diverso anche a trattamenti simili; quindi, documentare ogni dettaglio diventa essenziale per comprendere la risposta individuale del corpo.
“Ogni immagine cattura l’evoluzione del corpo, offrendo una visione chiara e dettagliata dei progressi raggiunti. Questo approccio visivo consente di adattare il trattamento in modo preciso e tempestivo, per ottenere una correzione mirata e risultati ottimali.”
Radiografia in corsetto
Sebbene alcuni colleghi considerino superflua la radiografia con il corsetto indossato, io la ritengo fondamentale. Questo esame, eseguito subito dopo la consegna del corsetto, non solo permette di verificare come la Scoliosi reagisce al corsetto, ma è anche il modo più efficace per assicurarsi che il trattamento sia realmente mirato e su misura per il paziente.
Ogni corpo risponde in modo diverso, e dare per scontata l’efficacia di un corsetto potrebbe far perdere tempo prezioso. Senza una radiografia che mostri chiaramente l’interazione tra il corsetto e la colonna vertebrale, si rischia di non individuare eventuali correzioni necessarie già nelle fasi iniziali del percorso.
Accorgersi, solo durante la radiografia di controllo dopo 6 mesi di corsetto, che il trattamento eseguito non ha prodotto i risultati sperati significa aver sacrificato tempo e risorse del paziente senza alcun beneficio concreto. È una situazione che deve essere evitata, perché ogni giorno perso può influenzare il risultato finale del percorso terapeutico.
“La radiografia in corsetto non è solo un monitoraggio: è un’opportunità per perfezionare il trattamento e ottenere risultati più rapidi e duraturi.”
Modifiche del corsetto e degli esercizi ad ogni controllo
Per garantire l’efficacia del corsetto, è fondamentale che questo sia sempre adeguato alla curva scoliotica e al corpo del paziente nel momento attuale. Durante la visita di controllo, valuto se apportare modifiche al corsetto o sostituirlo, basandomi sui cambiamenti corporei osservati e sui risultati delle radiografie, eseguite, quando richieste.
Inoltre, ogni controllo prevede l’adeguamento degli esercizi, considerando i nuovi obiettivi e le risposte del corpo al trattamento precedente. Gli esercizi, infatti, supportano l’azione correttiva del corsetto nelle fasi iniziali e stabilizzano i risultati durante la fase di svezzamento. Aiutano il paziente a raggiungere l’autocorrezione della curva senza corsetto, preparando il corpo al termine del trattamento.
Il mio metodo sfrutta al massimo il periodo di crescita del corpo, per questo intervengo tempestivamente con variazioni al trattamento non appena emergono cambiamenti nella Scoliosi o nel corpo. Così facendo, possiamo accelerare il percorso terapeutico e concentrarci sulla stabilizzazione del risultato finale, senza perdere tempo prezioso.
Modifiche frequenti a corsetto ed esercizi permettono non solo di ottenere risultati estetici più rapidi, ma anche di mantenere alta la motivazione del paziente, che vede i progressi grazie al reportage fotografico. Questo approccio visivo permette al paziente di percepire concretamente il cambiamento del corpo, trasformando ogni controllo in un momento di entusiasmo e soddisfazione.
“Il tempo è nostro alleato: sfruttiamolo al meglio per ottenere risultati più rapidi e, soprattutto, per mantenere il paziente motivato e focalizzato sul percorso.”
Mettiti in contatto con me
Ti è stata fatta una diagnosi di Scoliosi e stai cercando il giusto metodo di trattamento? Il pensiero della chirurgia ti spaventa e stai valutando altri metodi? Vuoi saperne di più sulla cura della Scoliosi con i corsetti? Mettiti in contatto con me e vediamo insieme come posso aiutarti.
